Come funziona la comunicazione

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Giorno 1– I giornali pubblicano la notizia shock: “15ENNE STUPRATA SUL PIANEROTTOLO IN PIENO GIORNO”
Sgomento e raccapriccio! Tutti cerchiamo di immaginare la scena: un branco di naziskin rumeni negri che si accaniscono su una ragazzina, urlando e scolando birra a fiumi. E la gente che fa? NIENTE! Guarda Fiorello la televisione con il volume alzato. E chi vede qualcosa, dalla finestra, tira giù la serranda e va a nascondersi.
E noi …raggelati! “…in che tempi viviamo!

Giorno 2– I giornali pubblicano la seconda notizia. Più che scontata, ma che fa rizzare i capelli: “GLI STUPRATORI ERANO 2 ZINGARI”. Anche i più progressisti si immobilizzano. Con queste orecchie, ho sentito un comunista D.O.C. confessare: “Per me van tutti bene: bianchi, gialli, neri, mussulmani, ebrei …ma gli zingari NO, quelli proprio NO!
I papà vanno a controllare le loro figliolette che giocano con la Barbie nella cameretta rosa e inorridiscono!
L’occhietto si stringe a fessura e il sopracciglio punta a destra. Ancora più a destra. Zona Gestapo.
E infatti, alle notizie della sera, quelle dei tumulti in un campo Rom, si formano spontaneamente gruppi di tifosi.

Giorno 3– I giornali pubblicano la terza notizia, il tragico epilogo: “LA RAGAZZA SI E’ INVENTATA TUTTO”, per coprire il suo primo rapporto sessuale con il fidanzatino ed evitare la reazione del padre. NAUSEA e DISGUSTO. Rispolveriamo l’angosciante quesito “…in che tempi!” evitando di guardare i filmati di roulottes che bruciano al TG. Gli intellettuali, menti salde che non mai hanno ceduto alle emozioni populiste, già propongono la programmazione in TV dei consueti documentari sui lager.
I papà tornano nelle camerette e strappano la Barbie dalle mani delle loro figliolette per poi gettarle nel camino “Se diventi una puttana ti ammazzo con le mie mani!“.

Giorno 4– I giornali fanno leva su VERGOGNA e SENSO DI COLPA. Partono cordate di solidarietà verso i ROM. I sindaci si presentano alle telecamere con progetti di nuove case per gli zingari. Si propongono nuove leggi, si allestiscono plastici, si riaprono i dibattiti.
Nelle loro camerette, bambine ancora atterrite meditano vendetta. A 15 anni si faranno sverginare da uno zingaro e poi diranno che è stato il papà.

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